
Quando sono entrata nel mondo della dell'Audioprotesi erano presenti in Italia solo due donne, una a Torino e una a Roma. La persona entrava e la prima cosa che chiedeva era:“Non c'è il Dottore?” Ma per fortuna, malgrado tutte le difficoltà, con le mie toste origini calabresi, non mi sono lasciata andare e mi sono "innamorata" di questa professione!
Se permettete Vi parlerò direttamente come se foste voi la persona con
problemi! Se ti approcci per la prima volta a un problema di udito, ti verrà
spontaneo aprire il computer, o l’app “Google” sul cellulare, e digitare sulla
tastiera “come risolvere un problema di udito”. Troverai centinaia di articoli
su come affrontare il tuo problema con gli apparecchi acustici e dove recarti
per acquistarli. Ma se fai attenzione in pochi parlano della figura
professionale che sta dietro agli apparecchi acustici, con la quale avrai a che
fare per il 99.9% del tempo una volta che avrai applicato alle tue orecchie le
protesi acustiche.
In molti li chiamano professionisti, specialisti o tecnici dell’udito. Ma
il termine specifico è Dottore jn Tecniche audioprotesiche, una figura che
ormai è diventata ufficialmente parte degli operatori sanitari. E’ iscritta ad un ALBO ed ha conseguito UNA laurea.
Quindi non è la figura che progetta e fabbrica gli apparecchi, ma è un tecnico
specializzato in ogni singola componente dell’apparecchio e delle sue funzioni.
Sa programmarlo, applicarlo alle tue orecchie e conosce nel dettaglio come
sfruttarlo al meglio per aiutarti a ritrovare il tuo udito.
Non solo. Conosce molto bene il mondo della sordità, come affrontare ogni
tipo di perdita uditiva e quale dispositivo utilizzare a seconda del livello di perdita, SFRUTTANDO
intelligenza artificiale e GLI algoritmi. Conosce anche come il palmo della sua mano l’anatomia delle tue orecchie e
le problematiche legate alla loro salute. Una figura medico-sanitaria che
fonde due mondi che si stanno sempre più avvicinando: quello della tecnologia e
della salute.
Il suo ruolo giornaliero è quello di consigliarti e scegliere gli
apparecchi acustici più adatti alle tue esigenze uditive E ALLA VITA CHE FAI Ma
non prima di aver analizzato a fondo il tuo udito e il tipo di perdita uditiva.
Infatti la scelta avviene solo dopo un’attenta analisi dei dati che possono
essere riportati anche nelle valutazioni del medico Otorino. Solo in un secondo
momento applica quindi gli apparecchi o le protesi acustiche alle tue
orecchie.
Per questi motivi è la figura più
raccomandata a cui rivolgersi ai primi sintomi di perdita uditiva (o ipoacusia).
Con chi collabora il tecnico
audioprotesista?
Essendo il calo di udito un problema di salute legato a diversi fattori,
l’audioprotesista avrà spesso bisogno di lavorare assieme ad altre figure
dell’ambito sanitario, in modo da applicare i giusti apparecchi acustici. Le
figure con cui collabora sono:
Il Medico di Base
Avendo un quadro completo dello stato di salute del paziente, prescrive degli approfondimenti all’insorgere di un calo di udito. Il suo compito è anche di ricordargli che un udito trascurato può favorire lo sviluppo di demenza e in alcuni casi anche l’Alzheimer. L’udito riveste un ruolo fondamentale per il benessere fisico, mentale ed emotivo delle persone.Riteniamo che i medici di base possano rappresentare un importante punto di riferimento per i pazienti. Se il medico di famiglia è correttamente informato sulla perdita dell’udito, la sua diagnosi e le conseguenze che può comportare alla vita del paziente, sarà in grado di aiutare quest’ultimo in modo più consapevole ed efficace e il parere dei medico incentiva il paziente a iniziare un percorso che porta alla soluzione più adatta alle sue esigenze, accompagnato in ogni fase da professionisti.
Lo Specialista Otorinolaringoiatra
È specializzato nelle malattie e disfunzioni che riguardano le parti del
corpo che servono a comunicare, per cui appunto anche le orecchie. Sulle basi
di esami eseguiti prescrive cure farmacologiche, chirurgiche o
percorsi di riabilitazione con o senza gli apparecchi.
L'Audiologo
È uno specialista
dell’apparato uditivo, a differenza dell’otorino che si occupa
di stabilire lo stato di salute anche di gola e naso, l’audiologo
è uno specialista dell’orecchio. e delle funzioni dell’orecchio.
Questa
specializzazione gli conferisce una competenza specifica sulla capacità di diagnosi e terapia medica e chirurgica dell’orecchio.
Si cerca un audiologo quando si ha bisogno di uno
specialista in grado di affrontare patologie specifiche quali
sordità, adulta e infantile, acufene, labirintite, sindrome di Ménière.
L’audiologo si occupa infatti dei disturbi
dell’apparato uditivo e vestibolare, della fisiopatologia della comunicazione
umana, della diagnosi, trattamento medico-riabilitativo e dei problemi legati all’udito.
IL LOGOPEDISTA
Specialista del linguaggio che ci aiuta soprattutto con i bambini
Queste figure medico-sanitarie lavorano assieme all’audioprotesista, che si occuperà dell’applicazione degli apparecchi acustici, su prescrizione del medico specialista Otorinolaringoiatra
Inoltre il tecnico audioprotesista, espleta l’esercizio della professione
con atti professionali di propria competenza, in piena autonomia e propria
responsabilità a differenza dei suoi colleghi citati sopra, è l’unico che può
prendere le impronte delle tue orecchie. Cosa significa? Le nostre orecchie
sono uniche, cioè hanno una forma propria, la sinistra è diversa dalla destra,
come le tue orecchie sono diverse da quelle della persona che hai a fianco. Per
questo è necessario prendere accuratamente le misure del tuo canale uditivo,
dove verrà inserito il ricevitore dell’apparecchio acustico (nella maggior
parte dei casi).
Ciò viene realizzato iniettando un liquido che si solidifica prendendo la
forma del tuo orecchio esterno. Questa operazione non è né invasiva né
dolorosa, ma serve ad avere le misure esatte delle tue orecchie per garantirti
il miglior comfort e il più soddisfacente risultato uditivo con gli apparecchi
acustici.
QUALITÀ DELL’UDITO E UMORE:
SENTIRE BENE PER VIVERE MEGLIO
Soffrire di problemi di udito non
significa solo sentire meno i suoni che ti circondano, fare
fatica a comprendere le parole in una conversazione o alzare il volume della
televisione al massimo per capire i dialoghi di un film. Certo, il sintomo
principale e più riconoscibile, la cosiddetta punta dell’iceberg, è proprio
questo: una sostanziale diminuzione dei propri livelli uditivi. Eppure,
sentire male porta con sé una serie di ulteriori piccole ripercussioni
sulla vita quotidiana che, a lungo andare, ne compromettono la
qualità.
Non è facile per il soggetto affetto
uscire dalla bolla creatasi intorno
a lui: ne consegue isolamento sociale, stress e nel peggiore
dei casi, uno stato depressivo. Diversi studi si sono interrogati
sulle conseguenze che tale disturbo può avere e i loro risultati suggeriscono,
infatti, una stretta
correlazione tra perdita uditiva e umore.
Nonostante in molti casi le
problematiche di più pazienti possano sembrare simili, la realtà è che ognuno
ha bisogno di un trattamento specifico e quindi l’audioprotesista deve essere
in grado di adattare
la terapia in base alle necessità.
Una volta che il paziente avrà acquistato e gli saranno stati consegnati gli
apparecchi acustici, il lavoro dell’audioprotesista non è però finito. E QUI
CASCA L’ASINO QUI SI VEDE LA DIFFERENZA fra un professionista e un altro. Infatti
un bravo audioprotesista programma controlli periodici per garantire l’ottimale
funzionamento degli apparecchi acustici, per chiarire ogni dubbio tu abbia sui
tuoi dispositivi acustici e soprattutto per continuare con la riabilitazione.
Per
questo motivo noi abbiamo sviluppato il nostro percorso di riabilitazione: Il primo che ha l’obiettivo
di garantire un ascolto e una comprensione delle parole nitida e confortevole,
grazie alla scelta degli apparecchi acustici più giusti per te. Verrai seguito
nelle diverse fasi e non sarai mai lasciato da solo con i tuoi apparecchi.
Un buon audioprotesista, oltre che
essere qualificato e avere esperienza alle spalle, deve essere in grado di
relazionarsi con i suoi pazienti, deve saperli mettere a loro agio. Il
rapporto che si verrà a creare deve essere di fiducia, bisogna trovare una
persona che sia in grado di ascoltare e comprendere le problematiche che gli
vengono presentate.
LA NOSTRA
SQUADRA
La nostra
squadra è composta da audioprotesisti
altamente professionali e competenti, e ognuno di noi ha un’esperienza
pluriennale. Ci teniamo costantemente aggiornati CON
ECM sulle tecnologie più innovative e moderne, informandoci anche sulle
tendenze del mercato Ci prendiamo cura dei nostri pazienti e li
accompagniamo in un percorso che porta alla soluzione che meglio si addice alle
esigenze di ognuno. .
BASE BIOLOGICA: PERDITA DI UDITO E ATTIVITÀ CEREBRALE
Ogni suono, parola o melodia che
percepiamo, sottopone costantemente il cervello a nuovi stimoli, consentendo
così una migliore
cognitività. Sentire male ha ripercussioni a livello cerebrale. Il nostro cervello,
infatti, possiede una straordinaria e fondamentale capacità compensativa, quella di riorganizzazione
corticale: in parole semplici, i neuroni creano nuove connessioni per
compensare un deficit, in questo caso quello uditivo.
I Più GRANDI AUDIOLOGI DEL SETTORE hanno sottolineato come non sia la vista,
bensì l’udito, il principale ingresso
sensoriale del mondo esterno in noi, per cui crea modificazioni enormi a
livello di reti neuronali centrali. È facile comprendere, quindi, grazie ad una
base prettamente biologica, come la perdita dell’udito produca
cambiamenti a livello cerebrale che, a loro volta potrebbero modificare
il modo in cui reagiamo ad agenti esterni e controlliamo le nostre emozioni.
IPOACUSIA E
DEPRESSIONE, COSA DICONO GLI STUDI
Uno studio condotto dall’Istituto Nazionale per
la Sordità e altri Disturbi della Comunicazione testimonia un
legame diretto tra la perdita dell’udito non trattata e un peggioramento
dell’umore. Tale ricerca evidenzia, inoltre, che per le persone con un buon
udito i tassi di depressione si aggirano intorno al 4%, in contrapposizione
all’11,4% riscontrato nelle persone che soffrono di ipoacusia.
Lo studio ha anche dimostrato che il tasso di depressione aumenta con
l’aumentare del livello di perdita dell’udito nel tempo.
ROMPERE
L’IMBARAZZO: L’IMPORTANZA DI UN CONTROLLO UDITIVO PER TROVARE LA MIGLIORE
SOLUZIONE
Si stima
che circa 7 persone su 10 soffrono
di ipoacusia, ma non ricorrono ad alcun apparecchio acustico per risolvere il
problema.
Trovano
difficile affrontare la loro perdita uditiva in modo diretto come vorrebbero
fare idealmente. L’ostacolo che impedisce alle persone di rivolgersi a centri
acustici specializzati è l’imbarazzo sociale nel dover
riconoscere il problema: il sentirsi “diversi”, estranei e a disagio in
situazioni di collettività. Tuttavia, nascondere la testa sotto la
sabbia non è mai la soluzione.
Il primo
passo è dunque rendersi conto che non si è soli e che l’ipoacusia
è largamente diffusa nella popolazione e magari
anche tra la propria cerchia di conoscenti. Il secondo passo è trovare la soluzione
più adatta a te, affidandoti a professionisti esperti del
settore.
L’APPARECCHIO ACUSTICO DISCRETO E RIVOLUZIONARIO
L’apparecchio acustico è un
dispositivo rivoluzionario che va incontro alle tue esigenze: piccolo e facile da indossare, risulta
praticamente invisibile, in modo da
consentirti di decidere se comunicare la tua ipoacusia alle persone che ti
circondano, superando così il disagio iniziale nell’accettazione della
problematica.
Ricordati che un soggetto dotato di un buon udito, non solo sente meglio, ma vive meglio, riprendendo a svolgere in autonomia tutte le attività quotidiane.
Quuesto è il mio modo di lavorare! Non mi limito ad effettuare solo i dovuti esami, ma mi dedico con calma alla rieducazione del paziente e questo metodo mi porta ad avere successo! Non vuol dire solo un gran numero di vendite, vuol dire gran numero di applicazioni riuscite. Mi impegno nella creazione di un apparecchio acustico per un paziente ben preciso. Credo che tutti i nuovi prodotti debbano portare benefici specifici e quantificabili. L’innovazione inizia sempre partendo dalla persona, non protesizzo un orecchio, ma una persona. Negli anni sono riuscita a rispondere alle esigenze di coloro che chiedevano una migliore qualità del suono in tutti gli ambienti, apparecchi più potenti, più appaganti esteticamente e più performanti. Tutto quello che applico segue a richieste ben precise altrimenti non lo applico. Un vero adattamento su misura inizia con la comprensione da parte mia di come è il paziente, qual è il suo stile di vita, quali sono le sue effettive necessità. Da alcune ricerche è emerso che la comprensione del parlato si ottiene solo dopo 3-4 mesi di utilizzo degli apparecchi. La qualità e la naturalezza di questi suoni è direttamente proporzionale al tempo di utilizzo degli ausili.
Quindi non limitarsi alla prova di 30 gg che viene propagandata in giro, perché questa non porta alla soluzione, anzi spesso delude le aspettative e spinge la persona a rinunciare per sempre agli apparecchi.
Grazie dell'attenzione!
50 anni di me.... ma non è finita qui!
Riferimenti
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Cell: +39.335.7458154
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