Apparecchi Acustici - Roma

FESTEGGIAMO UN GRANDE ANNIVERSARIO


1 APRILE 1976/1 APRILE 2026 La nostra Dottoressa Giovanna Siciliano arriva al cinquantesimo anno di attività
pubblicato il 18/03/2026




Quando sono entrata nel mondo della dell'Audioprotesi erano presenti in Italia solo due donne, una a Torino e una a Roma. La persona entrava e la prima cosa che chiedeva era:“Non c'è il Dottore?” Ma per fortuna, malgrado tutte le difficoltà, con le mie toste origini calabresi, non mi sono lasciata andare e mi sono "innamorata" di questa professione!

Se permettete Vi parlerò direttamente come se foste voi la persona con problemi! Se ti approcci per la prima volta a un problema di udito, ti verrà spontaneo aprire il computer, o l’app “Google” sul cellulare, e digitare sulla tastiera “come risolvere un problema di udito”. Troverai centinaia di articoli su come affrontare il tuo problema con gli apparecchi acustici e dove recarti per acquistarli. Ma se fai attenzione in pochi parlano della figura professionale che sta dietro agli apparecchi acustici, con la quale avrai a che fare per il 99.9% del tempo una volta che avrai applicato alle tue orecchie le protesi acustiche. 

In molti li chiamano professionisti, specialisti o tecnici dell’udito. Ma il termine specifico è Dottore jn Tecniche audioprotesiche, una figura che ormai è diventata ufficialmente parte degli operatori sanitari.   E’ iscritta ad un ALBO ed ha conseguito UNA laurea. Quindi non è la figura che progetta e fabbrica gli apparecchi, ma è un tecnico specializzato in ogni singola componente dell’apparecchio e delle sue funzioni. Sa programmarlo, applicarlo alle tue orecchie e conosce nel dettaglio come sfruttarlo al meglio per aiutarti a ritrovare il tuo udito. 

Non solo. Conosce molto bene il mondo della sordità, come affrontare ogni tipo di perdita uditiva e quale dispositivo utilizzare a seconda del livello di perdita, SFRUTTANDO intelligenza artificiale e GLI algoritmi. Conosce anche come il palmo della sua mano l’anatomia delle tue orecchie e le problematiche legate alla loro salute. Una figura medico-sanitaria che fonde due mondi che si stanno sempre più avvicinando: quello della tecnologia e della salute. 

Il suo ruolo giornaliero è quello di consigliarti e scegliere gli apparecchi acustici più adatti alle tue esigenze uditive E ALLA VITA CHE FAI Ma non prima di aver analizzato a fondo il tuo udito e il tipo di perdita uditiva. Infatti la scelta avviene solo dopo un’attenta analisi dei dati che possono essere riportati anche nelle valutazioni del medico Otorino. Solo in un secondo momento applica quindi gli apparecchi o le protesi acustiche alle tue orecchie. 

Per questi motivi è la figura più raccomandata a cui rivolgersi ai primi sintomi di perdita uditiva (o ipoacusia).  

Con chi collabora il tecnico audioprotesista? 

Essendo il calo di udito un problema di salute legato a diversi fattori, l’audioprotesista avrà spesso bisogno di lavorare assieme ad altre figure dell’ambito sanitario, in modo da applicare i giusti apparecchi acustici. Le figure con cui collabora sono:

Il Medico di Base

Avendo un quadro completo dello stato di salute del paziente, prescrive degli approfondimenti all’insorgere di un calo di udito. Il suo compito è anche di ricordargli che un udito trascurato può favorire lo sviluppo di demenza e in alcuni casi anche l’Alzheimer. L’udito riveste un ruolo fondamentale per il benessere fisico, mentale ed emotivo delle persone.Riteniamo che i medici di base possano rappresentare un importante punto di riferimento per i pazienti. Se il medico di famiglia è correttamente informato sulla perdita dell’udito, la sua diagnosi e le conseguenze che può comportare alla vita del paziente, sarà in grado di aiutare quest’ultimo in modo più consapevole ed efficace e il parere dei medico incentiva il paziente a iniziare un percorso che porta alla soluzione più adatta alle sue esigenze, accompagnato in ogni fase da professionisti. 

Lo Specialista Otorinolaringoiatra

È specializzato nelle malattie e disfunzioni che riguardano le parti del corpo che servono a comunicare, per cui appunto anche le orecchie. Sulle basi di esami eseguiti   prescrive cure farmacologiche, chirurgiche o percorsi di riabilitazione con o senza gli apparecchi. 

L'Audiologo

 È uno specialista dell’apparato uditivo, a differenza dell’otorino che si occupa di stabilire lo stato di salute anche di gola e naso, l’audiologo è uno specialista dell’orecchio. e delle funzioni dell’orecchio.

Questa specializzazione gli conferisce una competenza specifica sulla capacità di diagnosi e  terapia medica e chirurgica dell’orecchio.

Si cerca un audiologo quando si ha bisogno di uno specialista in grado di affrontare  patologie specifiche quali sordità, adulta e infantile, acufene, labirintite, sindrome di Ménière.

L’audiologo si occupa infatti dei disturbi dell’apparato uditivo e vestibolare, della fisiopatologia della comunicazione umana, della diagnosi, trattamento medico-riabilitativo e dei problemi legati all’udito.

IL LOGOPEDISTA

Specialista del linguaggio che ci aiuta soprattutto con i bambini

Queste figure medico-sanitarie lavorano assieme all’audioprotesista, che si occuperà dell’applicazione degli apparecchi acustici, su prescrizione del medico specialista Otorinolaringoiatra    

Inoltre il tecnico audioprotesista, espleta l’esercizio della professione con atti professionali di propria competenza, in piena autonomia e propria responsabilità a differenza dei suoi colleghi citati sopra, è l’unico che può prendere le impronte delle tue orecchie. Cosa significa? Le nostre orecchie sono uniche, cioè hanno una forma propria, la sinistra è diversa dalla destra, come le tue orecchie sono diverse da quelle della persona che hai a fianco. Per questo è necessario prendere accuratamente le misure del tuo canale uditivo, dove verrà inserito il ricevitore dell’apparecchio acustico (nella maggior parte dei casi).

Ciò viene realizzato iniettando un liquido che si solidifica prendendo la forma del tuo orecchio esterno. Questa operazione non è né invasiva né dolorosa, ma serve ad avere le misure esatte delle tue orecchie per garantirti il miglior comfort e il più soddisfacente risultato uditivo con gli apparecchi acustici. 

QUALITÀ DELL’UDITO E UMORE: SENTIRE BENE PER VIVERE MEGLIO

Soffrire di problemi di udito non significa solo sentire meno i suoni che ti circondano, fare fatica a comprendere le parole in una conversazione o alzare il volume della televisione al massimo per capire i dialoghi di un film. Certo, il sintomo principale e più riconoscibile, la cosiddetta punta dell’iceberg, è proprio questo: una sostanziale diminuzione dei propri livelli uditivi. Eppure, sentire male porta con sé una serie di ulteriori piccole ripercussioni sulla vita quotidiana che, a lungo andare, ne compromettono la qualità.

Non è facile per il soggetto affetto uscire dalla bolla creatasi intorno a lui: ne consegue isolamento socialestress e nel peggiore dei casi, uno stato depressivo. Diversi studi si sono interrogati sulle conseguenze che tale disturbo può avere e i loro risultati suggeriscono, infatti, una stretta correlazione tra perdita uditiva e umore.

Nonostante in molti casi le problematiche di più pazienti possano sembrare simili, la realtà è che ognuno ha bisogno di un trattamento specifico e quindi l’audioprotesista deve essere in grado di adattare la terapia in base alle necessità

 

Una volta che il paziente avrà  acquistato e gli saranno stati consegnati gli apparecchi acustici, il lavoro dell’audioprotesista non è però finito. E QUI CASCA L’ASINO QUI SI VEDE LA DIFFERENZA fra un professionista e un altro. Infatti un bravo audioprotesista programma controlli periodici per garantire l’ottimale funzionamento degli apparecchi acustici, per chiarire ogni dubbio tu abbia sui tuoi dispositivi acustici e soprattutto per continuare con la riabilitazione.

Per questo motivo noi abbiamo sviluppato il nostro percorso di riabilitazione:  Il primo che ha l’obiettivo di garantire un ascolto e una comprensione delle parole nitida e confortevole, grazie alla scelta degli apparecchi acustici più giusti per te. Verrai seguito nelle diverse fasi e non sarai mai lasciato da solo con i tuoi apparecchi.

  

Un buon audioprotesista, oltre che essere qualificato e avere esperienza alle spalle, deve essere in grado di relazionarsi con i suoi pazienti, deve saperli mettere a loro agio. Il rapporto che si verrà a creare deve essere di fiducia, bisogna trovare una persona che sia in grado di ascoltare e comprendere le problematiche che gli vengono presentate.

  

LA NOSTRA SQUADRA

La nostra squadra è composta da audioprotesisti altamente professionali e competenti, e ognuno di noi ha un’esperienza pluriennale.  Ci teniamo costantemente aggiornati CON ECM sulle tecnologie più innovative e moderne, informandoci anche sulle tendenze del mercato Ci prendiamo cura dei nostri pazienti e li accompagniamo in un percorso che porta alla soluzione che meglio si addice alle esigenze di ognuno.  .

BASE BIOLOGICA: PERDITA DI UDITO E ATTIVITÀ CEREBRALE

Ogni suono, parola o melodia che percepiamo, sottopone costantemente il cervello a nuovi stimoli, consentendo così una migliore cognitività. Sentire male ha ripercussioni a livello cerebrale. Il nostro cervello, infatti, possiede una straordinaria e fondamentale capacità compensativa, quella di riorganizzazione corticale: in parole semplici, i neuroni creano nuove connessioni per compensare un deficit, in questo caso quello uditivo.


I Più GRANDI AUDIOLOGI DEL SETTORE  hanno sottolineato come non sia la vista, bensì l’udito, il principale ingresso sensoriale del mondo esterno in noi, per cui crea modificazioni enormi a livello di reti neuronali centrali. È facile comprendere, quindi, grazie ad una base prettamente biologica, come la perdita dell’udito produca cambiamenti a livello cerebrale che, a loro volta potrebbero modificare il modo in cui reagiamo ad agenti esterni e controlliamo le nostre emozioni.

IPOACUSIA E DEPRESSIONE, COSA DICONO GLI STUDI

Uno studio condotto dall’Istituto Nazionale per la Sordità e altri Disturbi della Comunicazione testimonia un legame diretto tra la perdita dell’udito non trattata e un peggioramento dell’umore. Tale ricerca evidenzia, inoltre, che per le persone con un buon udito i tassi di depressione si aggirano intorno al 4%, in contrapposizione all’11,4% riscontrato nelle persone che soffrono di ipoacusia.

Lo studio ha anche dimostrato che il tasso di depressione aumenta con l’aumentare del livello di perdita dell’udito nel tempo.

ROMPERE L’IMBARAZZO: L’IMPORTANZA DI UN CONTROLLO UDITIVO PER TROVARE LA MIGLIORE SOLUZIONE

Si stima che circa 7 persone su 10 soffrono di ipoacusia, ma non ricorrono ad alcun apparecchio acustico per risolvere il problema.

Trovano difficile affrontare la loro perdita uditiva in modo diretto come vorrebbero fare idealmente. L’ostacolo che impedisce alle persone di rivolgersi a centri acustici specializzati è l’imbarazzo sociale nel dover riconoscere il problema: il sentirsi “diversi”, estranei e a disagio in situazioni di collettività. Tuttavia, nascondere la testa sotto la sabbia non è mai la soluzione.

Il primo passo è dunque rendersi conto che non si è soli e che l’ipoacusia è largamente diffusa nella popolazione e magari anche tra la propria cerchia di conoscenti. Il secondo passo è trovare la soluzione più adatta a te, affidandoti a professionisti esperti del settore.

 

L’APPARECCHIO ACUSTICO DISCRETO E RIVOLUZIONARIO

L’apparecchio acustico è un dispositivo rivoluzionario che va incontro alle tue esigenze: piccolo e facile da indossare, risulta praticamente invisibile, in modo da consentirti di decidere se comunicare la tua ipoacusia alle persone che ti circondano, superando così il disagio iniziale nell’accettazione della problematica.

Ricordati che un soggetto dotato di un buon udito, non solo sente meglio, ma vive meglio, riprendendo a svolgere in autonomia tutte le attività quotidiane.


Quuesto è il mio modo di lavorare! Non mi limito ad effettuare solo i dovuti esami, ma mi dedico con calma alla rieducazione del paziente e questo metodo mi porta ad avere successo! Non vuol dire solo un gran numero di vendite, vuol dire gran numero di applicazioni riuscite. Mi  impegno nella creazione di un apparecchio acustico per un paziente ben preciso. Credo che tutti i nuovi prodotti debbano portare benefici specifici e quantificabili. L’innovazione inizia sempre partendo dalla persona, non protesizzo un orecchio, ma una persona. Negli anni sono riuscita a rispondere alle esigenze di coloro che chiedevano una migliore qualità del suono in tutti gli ambienti, apparecchi più potenti, più appaganti esteticamente e più performanti. Tutto quello che applico segue a richieste ben precise altrimenti non lo applico. Un vero adattamento su misura inizia con la comprensione da parte mia di come è il paziente, qual è il suo stile di vita, quali sono le sue effettive necessità. Da alcune ricerche è emerso che la comprensione del parlato si ottiene solo dopo 3-4 mesi di utilizzo degli apparecchi. La qualità e la naturalezza di questi suoni è direttamente proporzionale al tempo di utilizzo degli ausili.

Quindi non limitarsi alla prova di 30 gg che viene propagandata in giro, perché questa non porta alla soluzione, anzi spesso delude le aspettative e spinge la persona a rinunciare per sempre agli apparecchi. 

Grazie dell'attenzione!

50 anni di me.... ma non è finita qui!




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